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venerdì 12 giugno 2009

Rimpianti

Qual’è il posto giusto dove riporre i rimpianti?


Servirebbe un cassetto segreto, nascosto anche ai nostri occhi, deve rinchiuderli e dimenticarsene.


Non servono ad andare avanti e non serve tornare indietro.


Così è, forse è stato il destino, forse uno sbaglio al quale non si può porre rimedio, forse doveva andare proprio così, o forse semplicemente era solo il momento sbagliato e il posto sbagliato...


Ti resta il rimpianto, che ne fai?


Dovresti liberartene subito, troncarlo, un taglio netto di forbice, lasciarlo nel passato, nei ricordi, quelli belli e quelli brutti, senza se e senza ma...


E invece ti si incolla addosso, proprio quando pensavi di esserti liberato dei rimpianti, proprio quando credevi che il passato non ti potesse più toccare, sguardo al futuro, ma un piede e rimasto nel pantano, e il prossimo passo è più faticoso, ma non ci sono alternative...


Anche senza una meta non si può che andare avanti....

lunedì 20 aprile 2009

Non avrai la mia anima

Non avrai la mia anima

ormai é perduta

ordinatamente nascosta

in un cassetto segreto

sommerso dal disordine

di pensieri sbagliati,

di idee malate e folli...



Non avrai il mio cuore

prigioniero di un demone

che trattiene i sentimenti

e soffoca le emozioni...

forse solo dagli occhio

potrai scorgerne

ancora viva la fiamma...

 

Tutto quel che resta, prendilo...

se vuoi...

venerdì 9 gennaio 2009

Volevo raccontarvi di un viaggio...

Volevo raccontarvi di un viaggio, un viaggio con un inizio e una fine, e un viaggiatore col suo bagaglio di pensieri e sospiri...



Volevo raccontarvi di un viaggio con una sua meta, e una bussola per superare le montagne, e la fatica e il sudore, e i passi, uno dopo l'altro, che portano un uomo lontano...



Volevo raccontarvi del percorso, delle tappe, dei luoghi, reali e immaginati, dei sogni, dei segreti...



Volevo raccontarvi la storia di un uomo e della sua strada...



Volevo parlarvi dei fiumi del Po, magico e misterioso, del Danubio poetico e placido, dell'Elba, forte e sicuro, e del filo sottile che li unisce, dei sentieri segreti che portano da uno all'altro...



Volevo raccontarvi di un viaggio, che è dentro l'anima, che attraversa i pensieri, che scava nelle sensazioni, che naviga sul mare dei sentimenti...



Volevo raccontarvi di un viaggio che inizia ogni giorno...

giovedì 4 dicembre 2008

Vorrei dirti mille parole

Vorrei dirti mille parole


che forse non vorrai ascoltare...


parole belle


parole dolci e alcune un po' amare...


parole ruvide e calde come lana


parole dure e salde come legno


parole blu come il cielo al crepuscolo


o rosa come i primi raggi dell'alba


parole candide come neve appena caduta


e brune come cuoio invecchiato al sole


parole come prati verdi di speranza


profonde come il mare


brillanti come stelle


a volte scure come l'ombra...


 


Vorrei dirti mille parole


che forse non vorrai ascoltare...


e le chiuderò in uno scrigno


che premerà ancora sul cuore…

sabato 15 novembre 2008

Volare (sogni senza ali)



Forse ci si dovrebbe arrendere all'evidenza

quando sembra che non ci siano più ragioni di credere e di sperare

...in fondo dov'è la differenza tra illusione e speranza?

ma un giorno qualcuno non si arrese all'evidenza

che se un uomo non ha le ali non può volare...



...qualcuno ha tagliato le ali ad un sogno

ma davvero non potrà più volare?

forse bisogna solo avere il coraggio di gettarsi nel vuoto

crederci fino in fondo, lasciarsi fra le braccia dell'aria

forse l'impatto farà più male

o forse volerà ancora, quel sogno...

mercoledì 22 ottobre 2008

sabato 18 ottobre 2008

Una scatola per contenere i sentimenti...








...tu cosa ci metti dentro?

venerdì 12 settembre 2008

Desiderio di pioggia

Quasi la desideravo

la pioggia

a lavar via sensazioni

che non comprendo

che incrostano

la superficie del cuore

come fango rinsecchito


Quasi desideravo

questa pioggia

a nutrire un'anima

inaridita dal tempo

a rinverdire

prati dimenticati


In questo cielo

grigio

in questa piogga

a scrosci

mi riconosco

vivo

mercoledì 2 luglio 2008

Albero senza frutti



Per quanto profonde possa avere le radici

per quanto tu provi a curarlo

per quanto tu possa innaffiarlo

non è detto che alla fine dia frutti



a volte bastano poche parole

per cancellare un sogno

che stavi iniziando a coltivare

giovedì 15 maggio 2008

Anche la più buia delle notti alla fine sboccia in un’alba.


Magari è grigia come oggi, ma è pure sempre un’alba, un nuovo inizio.


A volte è difficile camminare nella notte, si incespica, si inciampa, si cade.


A volte fa male.


Ma poi qualcuno accende un lumicino per te.


 


A volte basta una parola, Grazie




Anche la più buia delle notti alla fine sboccia in un’alba.


Magari è grigia come oggi, ma è pure sempre un’alba, un nuovo inizio.


A volte è difficile camminare nella notte, si incespica, si inciampa, si cade.


A volte fa male.


Ma poi qualcuno accende un lumicino per te.


 


A volte basta una parola, Grazie




mercoledì 14 maggio 2008

…e cosa rimane?

Cosa rimane? Cosa rimane dopo questi due anni vissuti di corsa? Due anni in cui come un forsennato ho raccolto tutto ciò che ho trovato. Senza rendermi conto che così perdevo ciò che già avevo. Senza dar peso a ciò che lasciavo. Senza seminare, mai.


Ho raccolto tutto, emozioni intense, passioni sfrenate, dolori profondi. Ho vinto battaglie e perso guerre. Rimediato ferite. Goduto, gioito, sofferto.


Ho amato come non mai, sofferto la privazione, sono caduto, caduto sei volte e rialzato sette, e le gambe ancora mi fanno male.


Ho corso, fino a perdere il fiato, senza guardarmi intorno, senza una vera meta. Solo corso


Ho cercato, trovato, perduto.


Ho lasciato la nave alla deriva a volte. Ho impugnato saldo il timone, guidandola dove volevo altre, ma verso mete sperdute, inesplorate, cambiando ogni volta rotta, come un folle.


Ho lasciato che tutto ciò mi si cumulasse sull’anima, un cumulo di pensieri, sentimenti, emozioni. È anche la coscienza diventa più spessa a forza di caricargli pesi.


Due anni vissuti intensamente, senza mai guardare il futuro, sempre troppo lontano, solo il presente, un presente dilatato a dismisura.


Senza mai guardarmi in faccia, se non di sfuggita. Ma esplorando i miei desideri più reconditi, le mie passioni più segreta, cercando il volto nascosto della mia anima, quel volto oscuro che ho sempre nascosto anche a me stesso.


E scoprendolo in parte, restandone sconcertato…


…ma


ma non posso cambiare, e non cambierò.


Quando si scolpisce un anima nel marmo, dopo anni e anni di scalpellate, non la si cambia più. Si possono aggiungere dettagli, smussare spigoli, ammorbidire alcune forme, ma la figura non la si può più cambiare. E forse quella figura già giaceva nel marmo prima della prima scalpellate, e voleva solo venir fuori.


 


E alla fine cosa rimane?


Rimane ciò che sono, rimango IO



…e cosa rimane?

Cosa rimane? Cosa rimane dopo questi due anni vissuti di corsa? Due anni in cui come un forsennato ho raccolto tutto ciò che ho trovato. Senza rendermi conto che così perdevo ciò che già avevo. Senza dar peso a ciò che lasciavo. Senza seminare, mai.


Ho raccolto tutto, emozioni intense, passioni sfrenate, dolori profondi. Ho vinto battaglie e perso guerre. Rimediato ferite. Goduto, gioito, sofferto.


Ho amato come non mai, sofferto la privazione, sono caduto, caduto sei volte e rialzato sette, e le gambe ancora mi fanno male.


Ho corso, fino a perdere il fiato, senza guardarmi intorno, senza una vera meta. Solo corso


Ho cercato, trovato, perduto.


Ho lasciato la nave alla deriva a volte. Ho impugnato saldo il timone, guidandola dove volevo altre, ma verso mete sperdute, inesplorate, cambiando ogni volta rotta, come un folle.


Ho lasciato che tutto ciò mi si cumulasse sull’anima, un cumulo di pensieri, sentimenti, emozioni. È anche la coscienza diventa più spessa a forza di caricargli pesi.


Due anni vissuti intensamente, senza mai guardare il futuro, sempre troppo lontano, solo il presente, un presente dilatato a dismisura.


Senza mai guardarmi in faccia, se non di sfuggita. Ma esplorando i miei desideri più reconditi, le mie passioni più segreta, cercando il volto nascosto della mia anima, quel volto oscuro che ho sempre nascosto anche a me stesso.


E scoprendolo in parte, restandone sconcertato…


…ma


ma non posso cambiare, e non cambierò.


Quando si scolpisce un anima nel marmo, dopo anni e anni di scalpellate, non la si cambia più. Si possono aggiungere dettagli, smussare spigoli, ammorbidire alcune forme, ma la figura non la si può più cambiare. E forse quella figura già giaceva nel marmo prima della prima scalpellate, e voleva solo venir fuori.


 


E alla fine cosa rimane?


Rimane ciò che sono, rimango IO