Visualizzazione post con etichetta passioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta passioni. Mostra tutti i post

domenica 26 aprile 2009

Pinselstriche


[by Grilloz 25 April 2009 - Acrylic on White Paper]






Lascio le pennellate fluire


istinto puro


La ragione tace


la forma non conta


si perde


solo il colore


mi chiama


lo assecondo


Seguo pennellate


che si rincorrono


si mescolano


sfumature che sfuggono


restano emozioni


Passioni



giovedì 15 gennaio 2009

ich bin wieder da



[photo by Grilloz - Dresden 21 November 2008]





sono di nuovo qua

mi stavi aspettando

m'hai accolto con una gelida carezza sul viso

fredda, col tuo manto ricamato di neve

ma i tuoi baci sanno bruciare

e il tuo abbraccio è caldo...



e sono tornato...

a cercare il tuo sguardo

avvolto di fascinoso profumo

per sentirti mia

ed essere tuo

seppur non parli la mia lingua

ma la tua voce gutturale

m'è ormai familiare...



ich bin wieder da

lunedì 20 ottobre 2008

Freighter (volere volare)






Il 2 marzo 2007 Airbus annuncia la sospensione del progetto A380 Freigheter.



 







Poche righe di agenzia dietro le quali c’è il lavoro di migliaia di persone.



Dietro quel laconico annuncio ci sono due anni e mezzo della mia vita che non prenderanno il volo.



Due anni di sacrifici, di viaggi in Germania prima e a Nola poi, di aerei presi alle 6 del mattino.



Due anni e mezzo fatti di ore dietro un monitor, spese a creare piccole parti di un sogno, a verificare calcolare controllare, ricontrollare.



Due anni e mezzo di sudore della fronte, di sabati spesi in ufficio di riunioni cariche di insulti al limite del personale, e a volte oltre, di sangue amaro di fegato malato, di notti insonni per lo stress.



Due anni e mezzo fatti di piccole e grandi soddisfazioni, nel veder crescere poco a poco il frutto di tutti quei sacrifici, di prendere i primi pezzi in mano, di odore e rumore di officina.



Due anni e mezzo di rapporti umani che si costruiscono e si distruggono.



E poi…quando quasi tutto era pronto per volare…





FINE



 



Una cosa mi ha insegnato il mio lavoro: non sempre i progetti giungono a conclusione, a volte vengono interrotti, sospesi, cancellati, non sempre si ha l’emozione del primo volo.



Allora non conta se il tuo progetto arriverà alla fine, devi dare il massimo, devi metterci tutto te stesso e tutte le tue energie, sacrificarti, e soprattutto crederci fino in fondo, se vuoi arrivare a volare…altrimenti puoi continuare a camminare coi piedi per terra.

domenica 18 maggio 2008

Liquido orgasmo





Liquido orgasmo che pulsa

Come polla d'acqua sorgiva

Limpida e cristallina

E in gocce di puro piacere

S'espande in concentriche onde

Perturbate da nuova armonia

E come cascata scroscia



Piaceri e sospiri

Che si mescolano e s'incrociano

Come cerchi di mille gocce

Nella nuova sinfonia

Di liquido orgasmo

Liquido orgasmo





Liquido orgasmo che pulsa

Come polla d'acqua sorgiva

Limpida e cristallina

E in gocce di puro piacere

S'espande in concentriche onde

Perturbate da nuova armonia

E come cascata scroscia



Piaceri e sospiri

Che si mescolano e s'incrociano

Come cerchi di mille gocce

Nella nuova sinfonia

Di liquido orgasmo

mercoledì 14 maggio 2008

…e cosa rimane?

Cosa rimane? Cosa rimane dopo questi due anni vissuti di corsa? Due anni in cui come un forsennato ho raccolto tutto ciò che ho trovato. Senza rendermi conto che così perdevo ciò che già avevo. Senza dar peso a ciò che lasciavo. Senza seminare, mai.


Ho raccolto tutto, emozioni intense, passioni sfrenate, dolori profondi. Ho vinto battaglie e perso guerre. Rimediato ferite. Goduto, gioito, sofferto.


Ho amato come non mai, sofferto la privazione, sono caduto, caduto sei volte e rialzato sette, e le gambe ancora mi fanno male.


Ho corso, fino a perdere il fiato, senza guardarmi intorno, senza una vera meta. Solo corso


Ho cercato, trovato, perduto.


Ho lasciato la nave alla deriva a volte. Ho impugnato saldo il timone, guidandola dove volevo altre, ma verso mete sperdute, inesplorate, cambiando ogni volta rotta, come un folle.


Ho lasciato che tutto ciò mi si cumulasse sull’anima, un cumulo di pensieri, sentimenti, emozioni. È anche la coscienza diventa più spessa a forza di caricargli pesi.


Due anni vissuti intensamente, senza mai guardare il futuro, sempre troppo lontano, solo il presente, un presente dilatato a dismisura.


Senza mai guardarmi in faccia, se non di sfuggita. Ma esplorando i miei desideri più reconditi, le mie passioni più segreta, cercando il volto nascosto della mia anima, quel volto oscuro che ho sempre nascosto anche a me stesso.


E scoprendolo in parte, restandone sconcertato…


…ma


ma non posso cambiare, e non cambierò.


Quando si scolpisce un anima nel marmo, dopo anni e anni di scalpellate, non la si cambia più. Si possono aggiungere dettagli, smussare spigoli, ammorbidire alcune forme, ma la figura non la si può più cambiare. E forse quella figura già giaceva nel marmo prima della prima scalpellate, e voleva solo venir fuori.


 


E alla fine cosa rimane?


Rimane ciò che sono, rimango IO



…e cosa rimane?

Cosa rimane? Cosa rimane dopo questi due anni vissuti di corsa? Due anni in cui come un forsennato ho raccolto tutto ciò che ho trovato. Senza rendermi conto che così perdevo ciò che già avevo. Senza dar peso a ciò che lasciavo. Senza seminare, mai.


Ho raccolto tutto, emozioni intense, passioni sfrenate, dolori profondi. Ho vinto battaglie e perso guerre. Rimediato ferite. Goduto, gioito, sofferto.


Ho amato come non mai, sofferto la privazione, sono caduto, caduto sei volte e rialzato sette, e le gambe ancora mi fanno male.


Ho corso, fino a perdere il fiato, senza guardarmi intorno, senza una vera meta. Solo corso


Ho cercato, trovato, perduto.


Ho lasciato la nave alla deriva a volte. Ho impugnato saldo il timone, guidandola dove volevo altre, ma verso mete sperdute, inesplorate, cambiando ogni volta rotta, come un folle.


Ho lasciato che tutto ciò mi si cumulasse sull’anima, un cumulo di pensieri, sentimenti, emozioni. È anche la coscienza diventa più spessa a forza di caricargli pesi.


Due anni vissuti intensamente, senza mai guardare il futuro, sempre troppo lontano, solo il presente, un presente dilatato a dismisura.


Senza mai guardarmi in faccia, se non di sfuggita. Ma esplorando i miei desideri più reconditi, le mie passioni più segreta, cercando il volto nascosto della mia anima, quel volto oscuro che ho sempre nascosto anche a me stesso.


E scoprendolo in parte, restandone sconcertato…


…ma


ma non posso cambiare, e non cambierò.


Quando si scolpisce un anima nel marmo, dopo anni e anni di scalpellate, non la si cambia più. Si possono aggiungere dettagli, smussare spigoli, ammorbidire alcune forme, ma la figura non la si può più cambiare. E forse quella figura già giaceva nel marmo prima della prima scalpellate, e voleva solo venir fuori.


 


E alla fine cosa rimane?


Rimane ciò che sono, rimango IO