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martedì 20 aprile 2010

Uomini

“Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo…”


Il giorno della civetta - Leonardo Sciascia


giovedì 1 gennaio 2009

duemilanove

è passata...

notte silenziosa e solitaria

notte senza festa

perché ci sono momenti

in cui scegliere

di restare solo

senza indossare maschere

con sorrisi sgargianti

soli con se stessi

a brindare coi fantasmi

di un altro anno passato

a pensare dove vanno

i sogni senza speranza

a domandarsi se ha senso

a fare un piccolo passo solitario

le spalle un po' più chine

sotto il peso del destino

ma lo sguardo sempre avanti

e la mano sull'elsa...

mercoledì 14 maggio 2008

…e cosa rimane?

Cosa rimane? Cosa rimane dopo questi due anni vissuti di corsa? Due anni in cui come un forsennato ho raccolto tutto ciò che ho trovato. Senza rendermi conto che così perdevo ciò che già avevo. Senza dar peso a ciò che lasciavo. Senza seminare, mai.


Ho raccolto tutto, emozioni intense, passioni sfrenate, dolori profondi. Ho vinto battaglie e perso guerre. Rimediato ferite. Goduto, gioito, sofferto.


Ho amato come non mai, sofferto la privazione, sono caduto, caduto sei volte e rialzato sette, e le gambe ancora mi fanno male.


Ho corso, fino a perdere il fiato, senza guardarmi intorno, senza una vera meta. Solo corso


Ho cercato, trovato, perduto.


Ho lasciato la nave alla deriva a volte. Ho impugnato saldo il timone, guidandola dove volevo altre, ma verso mete sperdute, inesplorate, cambiando ogni volta rotta, come un folle.


Ho lasciato che tutto ciò mi si cumulasse sull’anima, un cumulo di pensieri, sentimenti, emozioni. È anche la coscienza diventa più spessa a forza di caricargli pesi.


Due anni vissuti intensamente, senza mai guardare il futuro, sempre troppo lontano, solo il presente, un presente dilatato a dismisura.


Senza mai guardarmi in faccia, se non di sfuggita. Ma esplorando i miei desideri più reconditi, le mie passioni più segreta, cercando il volto nascosto della mia anima, quel volto oscuro che ho sempre nascosto anche a me stesso.


E scoprendolo in parte, restandone sconcertato…


…ma


ma non posso cambiare, e non cambierò.


Quando si scolpisce un anima nel marmo, dopo anni e anni di scalpellate, non la si cambia più. Si possono aggiungere dettagli, smussare spigoli, ammorbidire alcune forme, ma la figura non la si può più cambiare. E forse quella figura già giaceva nel marmo prima della prima scalpellate, e voleva solo venir fuori.


 


E alla fine cosa rimane?


Rimane ciò che sono, rimango IO



…e cosa rimane?

Cosa rimane? Cosa rimane dopo questi due anni vissuti di corsa? Due anni in cui come un forsennato ho raccolto tutto ciò che ho trovato. Senza rendermi conto che così perdevo ciò che già avevo. Senza dar peso a ciò che lasciavo. Senza seminare, mai.


Ho raccolto tutto, emozioni intense, passioni sfrenate, dolori profondi. Ho vinto battaglie e perso guerre. Rimediato ferite. Goduto, gioito, sofferto.


Ho amato come non mai, sofferto la privazione, sono caduto, caduto sei volte e rialzato sette, e le gambe ancora mi fanno male.


Ho corso, fino a perdere il fiato, senza guardarmi intorno, senza una vera meta. Solo corso


Ho cercato, trovato, perduto.


Ho lasciato la nave alla deriva a volte. Ho impugnato saldo il timone, guidandola dove volevo altre, ma verso mete sperdute, inesplorate, cambiando ogni volta rotta, come un folle.


Ho lasciato che tutto ciò mi si cumulasse sull’anima, un cumulo di pensieri, sentimenti, emozioni. È anche la coscienza diventa più spessa a forza di caricargli pesi.


Due anni vissuti intensamente, senza mai guardare il futuro, sempre troppo lontano, solo il presente, un presente dilatato a dismisura.


Senza mai guardarmi in faccia, se non di sfuggita. Ma esplorando i miei desideri più reconditi, le mie passioni più segreta, cercando il volto nascosto della mia anima, quel volto oscuro che ho sempre nascosto anche a me stesso.


E scoprendolo in parte, restandone sconcertato…


…ma


ma non posso cambiare, e non cambierò.


Quando si scolpisce un anima nel marmo, dopo anni e anni di scalpellate, non la si cambia più. Si possono aggiungere dettagli, smussare spigoli, ammorbidire alcune forme, ma la figura non la si può più cambiare. E forse quella figura già giaceva nel marmo prima della prima scalpellate, e voleva solo venir fuori.


 


E alla fine cosa rimane?


Rimane ciò che sono, rimango IO



mercoledì 7 maggio 2008

Emilie


Delicate si sfiorano


le nostre dita


delicate e dolci


per caso forse


o forse perché si cercavano.


 


E poi … carezze leggere


e delicati tocchi


e il desiderio intenso


di perdermi nei tuoi occhi.


 


E poi … insicuro ed esitante


ho cercato le tue labbra


e come in sogno


ho trovato un dolcissimo


bacio francese.


                     Maggio 2006



Sono passati due anni ormai, sono successe tante cose, troppe forse...


Ci siamo dati affetto, momenti di dolcezza, attimi di tenerezza. Abbiamo fatto l'amore nel modo più dolce e naturale, e abbiamo dormito nudi...abbracciati...


Ci siamo fatti tanto male, e le ferite restano, ferite profonde, nella coscienza, che non guariranno...


Ma non dimenticherò mai quel bacio.


Non ti dimenticherò mai Cucciolo


 

Emilie


Delicate si sfiorano


le nostre dita


delicate e dolci


per caso forse


o forse perché si cercavano.


 


E poi … carezze leggere


e delicati tocchi


e il desiderio intenso


di perdermi nei tuoi occhi.


 


E poi … insicuro ed esitante


ho cercato le tue labbra


e come in sogno


ho trovato un dolcissimo


bacio francese.


                     Maggio 2006



Sono passati due anni ormai, sono successe tante cose, troppe forse...


Ci siamo dati affetto, momenti di dolcezza, attimi di tenerezza. Abbiamo fatto l'amore nel modo più dolce e naturale, e abbiamo dormito nudi...abbracciati...


Ci siamo fatti tanto male, e le ferite restano, ferite profonde, nella coscienza, che non guariranno...


Ma non dimenticherò mai quel bacio.


Non ti dimenticherò mai Cucciolo