Volevo raccontarvi di un viaggio, un viaggio con un inizio e una fine, e un viaggiatore col suo bagaglio di pensieri e sospiri...
Volevo raccontarvi di un viaggio con una sua meta, e una bussola per superare le montagne, e la fatica e il sudore, e i passi, uno dopo l'altro, che portano un uomo lontano...
Volevo raccontarvi del percorso, delle tappe, dei luoghi, reali e immaginati, dei sogni, dei segreti...
Volevo raccontarvi la storia di un uomo e della sua strada...
Volevo parlarvi dei fiumi del Po, magico e misterioso, del Danubio poetico e placido, dell'Elba, forte e sicuro, e del filo sottile che li unisce, dei sentieri segreti che portano da uno all'altro...
Volevo raccontarvi di un viaggio, che è dentro l'anima, che attraversa i pensieri, che scava nelle sensazioni, che naviga sul mare dei sentimenti...
Volevo raccontarvi di un viaggio che inizia ogni giorno...
Si parte. Una nuova avventura. Una nuova esperienza di vita. Nuove sfide. Nuove occasioni…
Si parte, di nuovo Germania, come 3 anni fa, ma un posto nuovo, non più Hamburg, con il suo porto commerciale, il quartiere di st. Pauli dove la vita ha un ritmo diverso, fatto di piacere venduto e comprato, di giochi e giocattoli ambigui, la sua campagna sempre verde con le casette di mattoni rossi e il tetto di paglia, e il vento, sempre forte e intenso…sapori che tornano alla memoria, di birra, di carne, di torte dolcissime e “dolci peccati.
Città nuova, ma stesso fiume, il meraviglioso Elbe, immenso quando si butta nel mare lassù a Cuxhaven, chissà se avrà qui la stessa voce solo più giovane?
Tante cose resteranno qui, su un altro fiume, dalla voce romantica e melodiosa, rapporti umani, relazioni, sogni, progetti…cose importanti e profonde…
E un nuovo progetto da costruire…chissà se volerà…
Una canzone mi ricorda sempre la Germania, la sua voce, il suo sapore, forse perché la trasmettevano sempre per radio, forse per la sua melodia evocativa…
Il 2 marzo 2007 Airbus annuncia la sospensione del progetto A380 Freigheter.
Poche righe di agenzia dietro le quali c’è il lavoro di migliaia di persone.
Dietro quel laconico annuncio ci sono due anni e mezzo della mia vita che non prenderanno il volo.
Due anni di sacrifici, di viaggi in Germania prima e a Nola poi, di aerei presi alle 6 del mattino.
Due anni e mezzo fatti di ore dietro un monitor, spese a creare piccole parti di un sogno, a verificare calcolare controllare, ricontrollare.
Due anni e mezzo di sudore della fronte, di sabati spesi in ufficio di riunioni cariche di insulti al limite del personale, e a volte oltre, di sangue amaro di fegato malato, di notti insonni per lo stress.
Due anni e mezzo fatti di piccole e grandi soddisfazioni, nel veder crescere poco a poco il frutto di tutti quei sacrifici, di prendere i primi pezzi in mano, di odore e rumore di officina.
Due anni e mezzo di rapporti umani che si costruiscono e si distruggono.
E poi…quando quasi tutto era pronto per volare…
FINE
Una cosa mi ha insegnato il mio lavoro: non sempre i progetti giungono a conclusione, a volte vengono interrotti, sospesi, cancellati, non sempre si ha l’emozione del primo volo.
Allora non conta se il tuo progetto arriverà alla fine, devi dare il massimo, devi metterci tutto te stesso e tutte le tue energie, sacrificarti, e soprattutto crederci fino in fondo, se vuoi arrivare a volare…altrimenti puoi continuare a camminare coi piedi per terra.