Visualizzazione post con etichetta autunno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autunno. Mostra tutti i post

lunedì 9 novembre 2009

Wie im Herbst die Mauern fallen




corriere01



…e quella notte il muro crollò…




Quella notte il muro crollò sotto le picconate di chi voleva vedere i colori dell’altra parte, sotto i colpi di chi cercava il calore di un abbraccio che mancava da troppo tempo…




Quella notte il murò crollo, spinto dal vento della libertà, al suono del violoncello di Rostropovich, mescolando lacrime e sorrisi…




Quella notte il muro crollò sulla sua stessa assurdità, crollò sulla terra grigia, crollò sul sangue delle sue vittime…




Quella notte il muro crollò, e il mondo fu diverso, i colori diversi, il sapore delle parole diverso, il suono del vento diverso…




 Ricordo…




ricordo quelle ore concitate, gli sguardi, i colpi di piccone, lo sconcerto, la felicità, la bandiera tedesca che sventolava con un buco nel centro, la gente che si cercava, che cercava gli sguardi dei familiari, degli amici di un tempo, separati da troppo da quel muro…e il calore di quei sorrisi iniziava a scaldare piano il freddo di quegli anni…




 …quella notte il muro crollò…




Perché anche i Muri con la “M” maiuscola possono essere buttati giù a picconate...





bacio

 





venerdì 23 ottobre 2009

Un anno


Era una sera piovosa. I grigi palazzi della periferia erano li. Aspettavano, riflessi nel pavè lucido e scivoloso di pioggia.


Aspettavano, in silenzio.


E sono ancora li, immutabili nel loro cambiare ogni giorno.


È passato un anno, un anno da quella sera malinconica, da quella prima birra, a misurare chilometri, fatti di passi, di distanze, di pensieri lasciati alla noia...


Oggi il cielo si è colorato ancora di quel grigio che ho imparato a conoscere, che ho imparato ad asoltare, a guardare con occhio diverso.


Dopo un anno quanto è cambiato? Mi domando quanta acqua sia passata sotto il ponte Augusto, forse oggi è la stessa di allora? di quella sera in cui per la prima volta mi affacciai sulla Altstadt scoprendo le luci di questa città che si specchiava nell'Elba.


E mi domando dove sia casa, forse questa piccola stanza? O forse casa è semplicemente ovunque? Ogni luogo dove si impara a costruire le giornate? A mettere insieme pezzi di ore sparpagliati?


Quante cose cambiano in un anno, alcuni fili restano legati stretti, ma i nodi cambiano, cambiano forma, cambiano sostanza, cambiano colore, forse...


Ricordo la festa, prima di partire, ricordo risate e parole, ricordo l'affetto degli abbracci. e nonostante la distanza, nonostante le parole diradate, nonostante questo autunno freddo e piovoso, ancora sento il calore di quell'affetto.


La distanza non e' in fondo solo una misura geometrica?


Ed eccomi qui, un anno è passato, un anno fatto di pensieri intrecciati alle nuvole, un anno in cui molto si è costruito e molto si è disfatto, un anno in cui molto ho imparato...a sentire...ad ascoltare...a capire...


Ed eccomi qui, senza rimpianti, a guardare ancora avanti...


giovedì 16 ottobre 2008

alba lattiginosa

alba lattiginosa

un giallo sole s'alza, pigro

fra rami quasi spogli

di foglie cadenti d'autunno

silenzio dentro

tempo d'ascoltare

ogni singolo battito...



lascio fuori

lontano

il mondo che strepitante s'agita...

oggi sono per me, solo per me

in quest'alba pallida d'autunno